Guida · Carri Armati
Carri armati: guida completa ai mezzi corazzati
I carri armati restano il pugno corazzato degli eserciti: concentrano in poche decine di tonnellate potenza di fuoco, protezione e mobilità. Nati nelle trincee della Prima guerra mondiale, oggi i mezzi corazzati sono macchine sofisticate, sfidate dai missili anticarro e dai droni ma ancora insostituibili nello sfondamento.
Potenza di fuoco, protezione e mobilità: la triade del carro
Un carro armato moderno, in gergo MBT (main battle tank), nasce dall’equilibrio fra tre qualità. La potenza di fuoco arriva dal cannone di grosso calibro, oggi 120 o 125 millimetri, capace di colpire un bersaglio in movimento a oltre due chilometri. La protezione si affida alla corazza composita, fatta di strati di acciaio, ceramica e materiali speciali, completata da blindature reattive e sistemi di protezione attiva. La mobilità dipende da motori che superano i 1.000 cavalli e da cingoli che permettono di muoversi dove le ruote affonderebbero. Cambiare una di queste voci significa sacrificarne un’altra: più corazza vuol dire più peso, più peso chiede più motore.
I carri occidentali: Leopard 2, M1 Abrams e Ariete
Il blocco NATO ha standardizzato il cannone ad anima liscia da 120 millimetri. Il tedesco Leopard 2, costruito da KNDS Deutschland, è il carro più diffuso in Europa, con una ventina di eserciti utilizzatori e un peso vicino alle 63 tonnellate. L’americano M1 Abrams si distingue per la turbina a gas al posto del diesel, che gli dà accelerazione bruciante e una sete di carburante altrettanto nota. L’Italia schiera il carro armato Ariete, prodotto da Oto Melara e Iveco, unico MBT occidentale progettato e costruito quasi interamente in un solo Paese. A questi si aggiunge il carro armato Leclerc francese, leggero e dotato di caricatore automatico. Le schede dettagliate sono dedicate al Leopard 2, all’M1 Abrams e al carro armato Ariete C1 e C2.

I carri russi e asiatici: T-90, T-14 Armata e K2
La scuola russa segue una filosofia opposta: carri più piccoli e leggeri, attorno alle 46 tonnellate, con cannone da 125 millimetri e caricatore automatico che elimina un membro dell’equipaggio. Il T-90 è l’evoluzione della lunga famiglia sovietica, mentre il T-14 Armata introduce una torretta non abitata, con i tre uomini riuniti in una capsula corazzata nello scafo. La Corea del Sud ha imposto sul mercato il K2 Black Panther, tecnologicamente fra i più avanzati e ormai prodotto anche in Polonia. Questi mezzi sono trattati nella scheda sui carri armati russi T-90 e T-14 Armata e nel profilo del K2 Black Panther.

Corazza, munizioni e la minaccia dei droni
Il duello fra cannone e corazza definisce il carro da un secolo. Le munizioni perforanti a energia cinetica, dette APFSDS, sono dardi di metallo pesante lanciati a oltre 1.600 metri al secondo; le cariche cave sfruttano invece un getto incandescente. Per difendersi, i carri aggiungono blindatura reattiva esplosiva e sistemi di protezione attiva come il Trophy, capaci di distruggere il missile in arrivo. La novità dei conflitti recenti sono i piccoli droni FPV e le munizioni vaganti, che colpiscono il carro dall’alto, dove la corazza è più sottile. Per questo i mezzi moderni montano gabbie, sensori e sistemi anti drone.
Quattro carri da combattimento a confronto
| Carro armato | Nazione | Cannone | Peso |
|---|---|---|---|
| Leopard 2A7 | Germania | 120 mm | circa 63 t |
| M1 Abrams | Stati Uniti | 120 mm | circa 62 t |
| Ariete C1 | Italia | 120 mm | circa 54 t |
| T-90 | Russia | 125 mm | circa 46 t |
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