Saïd LARIBI

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Saïd LARIBI

Saïd LARIBI è il fondatore e unico redattore di Uranio Impoverito. Appassionato di storia militare e di questioni strategiche, segue da anni i temi della difesa, degli armamenti e del nucleare, civile e militare. La sua ossessione: capire cosa si nasconde dietro i conflitti e le tecnologie belliche, dalle scelte strategiche fino alle loro conseguenze concrete. Scrive per rendere comprensibili guerra e atomo senza banalizzarli, con uno sguardo critico e documentato. Già fondatore di un sito di storia militare in lingua francese, porta qui la stessa esigenza di rigore.

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La Turchia pensava di restare ai margini, ma l’Hürjet armato con piloni dedicati sorprende e punta al mercato miliardario dei jet leggeri

La Turchia alza l’asticella nel settore aeronautico militare e lo fa con un messaggio molto concreto: il TAI Hürjet non vuole restare solo un addestratore avanzato. La comparsa di una cellula con piloni d’arma dedicati sotto le ali segnala una traiettoria industriale e commerciale precisa, quella del light attack, un segmento dove i volumi contano ... Voir l'article

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La Francia decide di rendere più visibili i Rafale nucleari in Europa, la garanzia USA vacilla e la Russia ne approfitta per spaventare

Parigi sta rendendo più visibile la propria deterrenza nucleare in Europa, in un momento in cui la garanzia statunitense viene percepita meno automatica di quanto lo sia stata per decenni. Il messaggio è doppio: verso Mosca, che deve mettere in conto più variabili nei propri calcoli, e verso gli alleati europei, che cercano certezze senza ... Voir l'article

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Il Regno Unito pensava di aver chiuso il caso Crowsnest, ma il drone AWACS MQ-9B LoyalEye di General Atomics e Saab può umiliarlo

Un drone che fa il lavoro di un AWACS, resta in aria per oltre 40 ore e non mette a rischio alcun equipaggio. È la promessa del MQ-9B equipaggiato con il radar Saab LoyalEye, protagonista di un primo volo dimostrativo che sta riaccendendo una discussione concreta: come garantire l’allerta radar a lungo raggio alle portaerei ... Voir l'article

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Pochi lo sanno ma l’H160M Guépard, gioiello tecnologico Airbus, copia la ricetta Rafale e punta a contratti esteri enormi

L’H160M Guépard è il nuovo elicottero militare di Airbus Helicopters scelto dalla Francia per un programma interforze che mira a razionalizzare flotte, addestramento e supporto. L’obiettivo è chiaro: un’unica piattaforma per Esercito, Marina e Aeronautica e Spazio, con le prime consegne previste nel 2028 e una pianificazione d’ordine che arriva a 169 velivoli. Il punto ... Voir l'article

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X-Fire di Thales supera 150 km: primi tiri riusciti, alternativa europea a HIMARS e sfida export a Lockheed Martin

La Francia ha portato a casa un risultato che pesa, sul piano industriale e operativo: i primi tiri reali del lanciatore terrestre X-Fire di Thales sono riusciti, con una portata dichiarata di 150 km e oltre. Il messaggio è chiaro, ridurre la dipendenza europea dal sistema statunitense HIMARS, diventato un riferimento nelle guerre ad alta ... Voir l'article

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Pochi lo sanno ma la Germania ha un gioiello tecnologico, l’ORKA Dock, un hangar portatile che lancia droni in mare mosso in 30 secondi

Un “hangar portatile” che si porta a bordo, si fissa su una piattaforma e, in meno di 30 secondi, mette in aria un drone anche con mare agitato. La Germania ha presentato ORKA Dock, un sistema pensato per far decollare e rientrare un drone navale senza intervento umano, con un ciclo operativo rapido che include ... Voir l'article

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La Cina afferma di poter guidare i sottomarini senza GPS, il gioiello degli orologi nucleari che ossessiona la Marina Usa su Taiwan

La Cina sta testando una tecnologia che punta a rendere i sottomarini capaci di navigare in profondità senza alcun supporto del GPS o di altri segnali satellitari. Il cuore del progetto sono i cosiddetti orologi nucleari, strumenti di cronometria ad altissima precisione che, integrati con i sistemi di bordo, permetterebbero una navigazione autonoma molto più ... Voir l'article

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Pochi lo sanno ma l’India è passata da zero a 1.000 carri in 20 anni, una prodezza industriale che gela l’Europa e Parigi

L’India ha raggiunto una soglia simbolica e industriale, il 1.000 carro costruito sul proprio territorio dopo un percorso iniziato da una posizione di dipendenza, con mezzi acquistati dall’estero e assemblati in kit. Nel frattempo, Nuova Delhi rivendica un livello di integrazione nazionale che arriva all’80% su una parte della sua flotta, un dato che segnala ... Voir l'article

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